disturbi del sonno

Il vostro bimbo di notte ogni tanto si agita, vi chiama, si sveglia piangendo o proprio non ne vuole sapere di addormentarsi? Tranquilli, se è vero il detto “ mal comune mezzo gaudio”, siete in buona compagnia. Secondo la Società italiana di Pediatra Preventiva e Sociale una percentuale piuttosto alta, fra il 35 e il 40%, dei bambini italiani soffre di disturbi del sonno: i dati snocciolati dall’istituto nel corso del suo ultimo convegno sono stati anche ripresi in un recente articolo pubblicato sul quotidiano “Il Corriere della Sera”.

In effetti, è difficile trovare una coppia di genitori che non abbia riscontrato, nei loro piccoli, alcuni disturbi del sonno, più o meno frequenti: bimbi che fanno fatica ad addormentarsi, bimbi che di notte sono sempre agitati ma anche bimbi che si svegliano durante la nanna.

Abbiamo quindi chiesto ad Adriana Cuccaroni, psicologo clinico ed esperta di servizi educativi, alcuni consigli pratici ( che troverete di seguito divisi in due sezioni: cosa fare e cosa evitare) su come affrontare i disturbi del sonno nei bambini e come far tornare la nanna a una situazione di serenità. “La premessa è che i bambini più piccoli, da 0 fino a 4 anni, devono imparare a  dormire, così come imparano a camminare e parlare. Il sonno è proprio  un’abitudine da acquisire e, a questa età, è giusto aspettarsi un vero e proprio assestamento, con progressi e regressioni. Per i genitori è bene quindi educare i piccoli alla nanna, senza imporre ed essere severi: la chiave giusta è trovare insieme dei rituali che facciano del sonno un’abitudine da vivere in serenità, oltre che osservare ( ed evitare) alcune piccole abitudini.”

DISTURBI DEL SONNO DEI BAMBINI- COSA FARE

  1. Incoraggiare i bambini, fin dai 7 mesi di vita, a dormire nel proprio lettino e nella propria stanza;
  2. Mantenere costante l’orario della nanna: sia l’ora in cui si va a dormire, sia l’ora in cui ci si sveglia;
  3. Mantenere la stanza da letto dei bambini areata con temperatura costante;
  4. Ricorrere all’ “oggetto transizionale”: se la causa dei disturbi del sonno è emotiva (un esempio? la paura del buio) si può utilizzare un espediente che tranquillizzi il bambino e consenta la transizione senza distacco totale dai genitori al sonno autonomo. Si può pensare ad un peluche ( se il bimbo non è troppo piccolo), un carillon, oppure anche una lucina di cortesia;
  5. Trovare un rito che introduca l’ora della nanna. Un esempio? Se i bambini la sera sono piuttosto agitati, si può pensare di fare un bagnetto caldo rilassante che, fra i benefici, avrà anche quello di divenire  un piacevole rito da compiere con i propri bimbi.

Proprio a proposito di riti: in alcune famiglie, la sera è uno dei pochi momenti in cui i genitori possono stare con i propri bambini. E i piccoli lo sanno: ecco perché alcuni di loro tendono a rimandare l’arrivo della notte, per poter trascorrere più tempo con mamma e papà. In questo caso, una buona “ terapia” sarebbe quella di accompagnare i bimbi nel loro letto e passare un pò di tempo insieme a loro, con un’attività scelta insieme. Quale? Si può ascoltare musica, farsi le coccole usando anche dei peluche, oppure leggere una favola.

A proposito della favola, due suggerimenti utili: meglio scegliere storie corte, che possono essere terminate prima della nanna e, inoltre, è meglio preferire libri ricchi di immagini e poveri di parole ( soprattutto se sfoglierete i volumi insieme ai vostri figli). Il linguaggio è infatti una forma che impegna i più piccoli e che li affatica

DISTURBI DEL SONNO DEI BAMBINI- COSA EVITARE

  1. Ricorrere alla televisione prima di dormire: ai bimbi piccoli, a differenza degli adulti, manca la componente razionale. Quindi, se iniziano a vedere una storia o un cartone animato, difficilmente potranno staccarsi completamente da quanto hanno visto e non riusciranno ad andare a dormire rilassati senza aver visto il finale;
  2. Usare strumenti tecnologici ( pc, tablet, smartphone, videogiochi su qualunque supporto) almeno a partire da un’ora prima della nanna, per evitare eccitazione nel bambino;
  3. Far addormentare in posti che non siano il suo letto: nel lettone, nel passeggino, in auto e, per alcuni, nemmeno in braccio;
  4. Bere coca cola o altre bibite troppo zuccherine;
  5. Cenare a ridosso della nanna ( secondo la Società italiana di Pediatra Preventiva e Sociale la cosa più giusta sarebbe terminare la cena almeno due ore prima del sonno).