salute

Dimmi quando nasci e ti dirò quanto sano sei. Siete fra quelle mamme che decidono quando concepire un bimbo a tavolino? Con tanto di calendario, carta e penna alla mano? Se la risposta è sì, prendete appunti.

Un vasto studio condotto dalla Columbia University rivela infatti che la salute dei nostri bambini dipende anche dal mese in cui nascono.

L’ateneo di New York ha infatti riscontrato notevoli coincidenze tra il mese dell’anno in cui i bebè vengono messi al mondo e la loro predisposizione a una serie di malattie. Pubblicato sul Journal of American Medical Informatics Association e ripreso anche dai quotidiani italiani, questo studio si è basato su un algoritmo che ha calcolato le coincidenze tra le nascite di 1.7 milioni di persone in un arco di 28 anni e la presenza di quasi 1.700 malattie.

Ebbene, per i più curiosi, ecco i risultati più interessanti.

I più fortunati ( e dunque destinati ad essere più sani) sarebbero i bimbi nati nei mesi di maggio, giugno, luglio ed agosto: chi spegne le candeline nei mesi estivi infatti avrebbe la più bassa tendenza ad ogni tipo di patologia.

Quelli più debolucci, invece, sarebbero i bebè venuti alla luce nei mesi autunnali: in particolare ad ottobre, visto che secondo gli studiosi proprio i nati in questo mese registrano la salute più fragile di tutto il calendario, con una marcata tendenza a patologie mentali come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività. I nati a dicembre sarebbero i più esposti a disturbi respiratori mentre chi compie gli anni a marzo avrebbe più facilità a riportare disturbi legati soprattutto a malattie cardiovascolari.

Uno degli autori dello studio, Nicholas Tatonetti ( ricercatore presso il Columbia University Medical Center) ha raccontato al Corriere della Sera come il grande pubblico ha accolto i risultati di questa ricerca: “All’inizio tutti erano scettici, o ridevano- racconta Tatonetti- Ma questa non è astrologia: la stagionalità veicola i fattori ambientali variabili presenti al momento della nascita e stiamo imparando di più sul grande ruolo che l’ambiente, e le interazioni gene-ambiente, giocano nel nostro sviluppo. Questo potrebbe essere un modo per iniziare a mappare gli effetti dell’ambiente sulla nostra genetica.