la_fase_dei_perché

La fase dei perché, comune a tutti i bambini, ha inizio intorno ai 2/3 anni (ma può avvenire anche un po’ più tardi), e può avere una durata assai variabile.

È l’età del fiorire della curiosità, degli interrogativi faticosissimi, ai quali a volte è difficile dare una risposta adeguata. Da “perchè il cielo e blu” a “perchè devo lavare le mani prima di mangiare”, il bimbo continua a domandare anche durante lo svolgimento di un’altra attività, come per esempio il gioco, che dovrebbe assorbirlo e distrarlo e ad ogni perché ne seguono altri.

Questa è una fase dello sviluppo intellettivo del piccolo un po’ faticosa (per gli adulti), ma che va accolta con gioia, perché rappresenta uno straordinario progresso, insomma dobbiamo nonostante tutto gioire. Come spesso accade in queste circostanze i perché del bambino, possono essere reiterati all’infinito, o almeno fino a quando non giudicherà la nostra risposta sufficientemente esauriente.

A questo proposito possiamo dire che a volte le domande dei bambini non sono tanto finalizzate ad avere una risposta o una spiegazione quanto ad apparire importante agli occhi del genitore ed ottenere la sua attenzione. Per questo è importante anzitutto ascoltare con reale interesse e partecipazione il bambino quando ci pone una domanda ed è bene interromperci se siamo impegnati in qualche faccenda, guardare negli occhi nostro figlio, facendogli capire che siamo davvero attenti a quello che dice.

Ovviamente bisogna considerare che, sotto i 5 anni, i bambini difficilmente posso capire una spiegazione razionale o intellettuale, mentre gli adulti sono abituati a interpretare il mondo entro i parametri della logica e della ragione. Per questo motivo spesso i bimbi rimangono insoddisfatti dalle nostre spiegazioni, sebbene ci sforziamo di essere il più possibile bravi e precisi nel rispondere.

La “soluzione”?
Nel rispondere non cerchiamo tesi scientifiche e rigorose, ma spiegazioni semplici che siano “a misura” di bambino, cioè che tengano conto della sua età, evitando di..mentire!
Ricorda che il tuo bimbo poi si confronterà con i suoi coetanei e non sarebbe il massimo per lui, scoprire che gli è stata detta una bugia. Ne va della tua autorevolezza.

La maggior parte di questi Perchè, sono sottoposti alla mamma, come afferma uno studio europeo; le cifre parlano di qualche centinaio di perché al giorno e circa 4 ogni 10 minuti, insomma proprio a prova di pazienza. Se proprio ti accorgi che la pazienza sta entrando in riserva, beh, puoi invertire il “gioco dei perché” ponendo tu delle domande al tuo bimbo, tra l’altro aiutandolo ad attivare ed accrescere la sua capacità di ragionamento.

La fase dei perché, termina intorno ai 5 anni, anche in questo caso un termine variabile da bambino a bambino.

Il tuo bimbo ha già iniziato la fase dei perché? Qual è stato il perché più curioso? Scrivilo qui nei commenti!