latte in polvere

Lo sapete che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha emanato una serie di norme ben precise per regolare l’uso del latte in polvere? L’obiettivo di questo codice sarebbe proprio quello di portare (entro il 2025) al 50% la percentuale di mamme che allattano al seno nei primi sei mesi di vita del bambino, ora ferma al 38% ( fonte Rai News).

Se è chiaro a tutti che il latte materno è l’alimento più completo che un bebè possa assumere, cosa fare quando il latte non c’è? Il latte in polvere viene in soccorso di molte mamme alle prese con la carenza di latte materno ( e con tutte le conseguenze, anche emotive, che questa carenza comporta). Questi alimenti sostitutivi non solo devono garantire la crescita corretta del piccolino ma anche favorire lo sviluppo di capacità intellettive.

Il latte in polvere disponibile in commercio si divide soprattutto in tre categorie:

  1. il latte in polvere per lattanti, adatto dai primi giorni fino ai sei mesi. Solitamente è identificato con la sigla “numero 1”, la sua formula è adattata per assomigliare il più possibile al latte materno. La parola “adattata” non è casuale: il latte in polvere deriva infatti da quello vaccino: ecco perché, per essere somministrato agli uomini, la sua formula deve essere modificata, adattata appunto.
  2. quello di proseguimento, adatto dai sei mesi in poi, per facilitare la fase dello svezzamento, identificato solitamente con la sigla “ numero due”.
  3. Latti speciali come quello ipoallergenico ( per chi ha allergie o intolleranze conclamate), di soia ( per chi è allergico al latte vaccino), delattosato ( per chi è intollerante al lattosio), per i bimbi prematuri ( normalmente molto calorico e molto digeribile).

Ma con quale frequenza bisogna dare il latte in polvere ai bebè?  Partendo dal presupposto che l’alimentazione di ogni bebè deve essere concordata con il pediatra, questa di seguito può essere un’indicazione di massima

  • da o a 3 mesi: 6 poppate al giorno
  • attorno al 4 mese: 5 poppate al giorno
  • dal 5 al 6 mese: 4 poppate al giorno

Le mamme possono stare tranquille quando acquistano i diversi tipi di latte in polvere in commercio? La risposta dovrebbe essere “sì”. La FAO infatti è molto rigida con i suoi Paesi membri per quanto riguarda la produzione, commercializzazione e anche la pubblicizzazione ( non solo sui mezzi di comunicazione di massa, ma anche attraverso le informazioni distribuite negli ospedali) dei latti in polvere.  Tutti i tipi di latte artificiale venduti in Italia devono infatti rispettare i requisiti del “CODEX Standard for Infant Formula” che rappresenta il punto di riferimento mondiale per gli alimenti destinati ai neonati. Anche la legge italiana ci mette del suo, con parametri molto stretti sulla composizione, l’etichettatura e la commercializzazione degli alimenti per neonati, in particolar modo per il latte in polvere di partenza e per il latte di proseguimento, stilando un elenco delle sostanze da usare e stabilendo le caratteristiche nutrizionali del latte artificiale.

Tutta questa rigidità non è altro che un’alleata per garantire la corretta alimentazione dei piccoli bimbi.