mensa scolastica

Quando la politica entra nel piatto dei bambini.

Tradotto: è di questi giorni la notizia che il Movimento 5 Stelle ha proposto di offrire ai giovani alunni la possibilità di portarsi il pranzo da casa in mensa scolastica.

In parole povere, anziché mangiare quanto preparano i cuochi della mensa, i vostri piccoli potrebbero tirare fuori dagli armadietti o dagli zainetti la “schiscetta”, ovvero il pranzo al sacco.

Una proposta originale, motivata così dai rappresentanti pentastellati:  “Non esiste nessuna normativa o direttiva regionale, nazionale, europea che vieti il consumo dei pasti portati da casa. Eppure, mentre negli altri paesi europei questa possibilità c’è da sempre, in Italia […] siamo parecchio indietro. E’ una soluzione che farebbe felici tutti, grandi e piccini. Il pasto da casa è infatti di gran lunga più economico rispetto a quello della mensa privata (che spesso incide pesantemente sul bilancio familiare costringendo i genitori a indebitarsi con la società di ristorazione o con il comune), e in questo modo nessun bambino rischierebbe più di rimanere a digiuno quando il menù fisso della mensa scolastica non consente alternative, oppure nel caso di diete etico e religiose.”

La proposta dei grillini ha già incassato un primo ok: è quello dell’Asl di Brescia, che i politici del Movimento 5 Stelle vogliono sfruttare per dare battaglia su scala nazionale, in modo che in tutta Italia i bambini siano autorizzati a portarsi i pasti da casa.

Anche perché nel Belpaese un precedente c’è. Ed è quello di Vergiate, Comune in provincia di Varese: lì è bastata un’ordinanza per introdurre la possibilità che i bimbi si portino il pranzo da casa alla mensa scolastica. Con delle importanti regole: niente bibite gassate, niente cibi in scatola.

Certo è che, se da un lato questa proposta può raccogliere consensi soprattutto sul fronte del risparmio economico e dell’appetibilità ( le mamme sanno molto meglio degli chef della mensa scolastica cosa piace mangiare ai propri bambini. Non c’è dubbio), dall’altro può avere come nemico numero uno il tempo. Per i genitori, madri in primis, il moltiplicarsi di impegni quotidiani può cozzare con un ulteriore sforzo: ovvero quello di preparare il pranzo al sacco tutti i giorni per i propri bambini.

Anche se, dalla proposta del Movimento 5 Stelle, si evince una condizione molto chiara: portare la “schiscetta” alla mensa scolastica deve essere una possibilità, non un obbligo.

Ora la palla passa ai genitori. Voi siete d’accordo?