Obesità infantile

L’obesità infantile è in aumento, probabilmente a causa dei notevoli cambiamenti nella dieta e nello stile di vita. L’alimentazione sbagliata fin dai primi mesi di vita del bimbo crea dipendenza e nuoce gravemente alla salute.

Negli ultimi anni (diciamo negli ultimi venti), il notevole aumento del consumo di alimenti zuccherati trasformati artificialmente, ad alto contenuto di fruttosio, come per esempio le bevande zuccherate, sembra avere favorito l’epidemia di sovrappeso e obesità infantile. L’eccesso di adiposità è ritenuto responsabile di disordini metabolici e cardiovascolari ed è correlato al rischio di mortalità. A causa dell’obesità è stato ipotizzato che la presente generazione corre il rischio di vivere meno a lungo di quella precedente.

Studi clinici hanno dimostrato un nesso tra eccessiva assunzione di fruttosio e sindrome metabolica con l’insorgenza di patologie legate all’obesità, come il diabete mellito di tipo 2 e l’ipertensione arteriosa, che stanno emergendo sempre più frequentemente anche nella popolazione pediatrica. L’assunzione precoce di questo zucchero può causare reazioni gravi e potenzialmente letali nei pazienti con intolleranza ereditaria al fruttosio, una rara malattia metabolica in cui l’ingestione di tale zucchero danneggia gravemente fegato, rene e intestino. Ecco perché l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), spinge a porre sempre maggiore attenzione sul ruolo delle esperienze gustative delle primissime settimane di vita ai fini delle scelte alimentari delle epoche successive. Le ricerche metterebbero in evidenza l’esistenza di un periodo sensibile, i primi 4 mesi del bimbo, nel quale le esperienze alimentari influenzerebbero la programmazione del gusto. Cioè, la ripetuta assunzione di bevande zuccherate può aumentare il desiderio e il consumo di cibi dal sapore dolce nei successivi anni di vita.

Il consiglio è quindi che nei primi mesi di vita i lattanti dovrebbero essere nutriti esclusivamente con latte materno, nel quale lo zucchero presente è il lattosio, ma in quantità modesta e al di sotto della soglia di percezione del gusto dolce. Anche il latte vaccino contiene lattosio (meno del latte materno), ma non è percepito come dolce, tanto che diversi tra bambini e adulti lo gradiscono solo zuccherato.

Le Linee Guida internazionali raccomandano inoltre di non introdurre i succhi di frutta nella dieta prima dei 6 mesi di età, perché non vi è alcun beneficio nutrizionale. Un’altra raccomandazione è di proporre i succhi di frutta solo al bambino in grado di bere dalla tazza (6 mesi o più), perché l’esposizione prolungata dei denti allo zucchero presente nel succo di frutta, somministrato con il biberon, è un fattore che contribuisce alla formazione di carie dentali. Nel nostro Paese, in contrasto con le Linee Guida, nella pratica clinica corrente è in aumento, fin dai primi giorni di vita, l’uso di prodotti come miele, camomilla, tisane e sciroppi di frutta, utilizzati per il trattamento di disturbi infantili quali coliche del lattante e stitichezza o per facilitare il sonno. Allo stesso modo è consuetudine la somministrazione di miele sul succhiotto per calmare il pianto dei lattanti fin dalla nascita. Ciò andrebbe invece vivamente sconsigliato per il rischio di botulismo del lattante. La Food and Drug Administration raccomanda infatti che il miele non sia introdotto nella dieta prima dei 12 mesi di vita perché può contenere le spore del botulino che nel lattante sono in grado di germinare nell’intestino e quindi causare malattia.

L’Accademia Americana dei Pediatri consiglia la “formula 5-2-1-0” per la prevenzione dell’obesità infantile:

5 sono le porzioni di frutta e verdura che bisognerebbe assumere ogni giorno;

2 ore al giorno è il tempo massimo consentito per stare davanti a uno schermo (usando computer e videogiochi o guardando televisione, video o DVD). In particolare, i bambini di età inferiore a 2 anni non dovrebbero passare molto tempo davanti allo schermo;

1 ora ogni giorno andrebbe dedicata al movimento, non bastano 2 ore di ginnastica alla settimana;

0 sono le bevande zuccherate.

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Fonte dati: SIPPS – Società Italiana di Pediatria Sociale

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