Primo Soccorso pediatrico

Corso di Primo Soccorso pediatrico: utile a chiunque abbia a che fare con i bambini, ma anche per le emergenze degli adulti. Diversi gli argomenti affrontati, punta a formare ed informare su come affrontare le emergenze base, sopratutto quelle casalinghe.

Negli scorsi mesi, presso la Sala Conferenze e Corsi del nostro store Cagliari_Marconi, ci sono stati diversi appuntamenti (ed ancora le richieste sono tante), del Corso di Primo Soccorso Pediatrico, tenuto dalla Dott.ssa Francesca Perra e dalla Dott.ssa Silvia Puxeddu.

Di questi corsi, della loro importanza e di diversi altri aspetti abbiamo parlato proprio con la Dott.ssa Silvia Puxeddu, che oltre ad essere impegnata come medico di medicina generale con le ASL 7 ed 8, è Istruttrice BLSD abilitata dall’American Heart Association. Ecco la nostra chiacchierata:

Perché ha scelto di portare avanti questa campagna di corsi di Primo Soccorso pediatrico?
Facendo Guardie mediche e sostituzioni di medici di famiglia mi sono resa conto della disinformazione e della paura che le persone hanno verso qualunque tipo di situazione medica. Anche le cose più banali che potrebbero essere trattate a domicilio vengono portate dal medico perché non si sa come intervenire. Questo corso è nato per aiutare e informare sulle tecniche di base del soccorso dai piccoli ai grandi incidenti di tutti i giorni, perché le persone siano più consapevoli e possano agire nel migliore dei modi.

Perché è importante formarsi con un corso di Primo Soccorso pediatrico?
I bambini sono curiosi, esplorano continuamente e in un attimo arriva una caduta, una sbucciatura, fino a cose più pericolose. I piccoli non sanno distinguere tra un incidente importante e uno banale, tocca a noi adulti mantenere la calma e gestire la situazione nel modo più adeguato. In alcuni traumi le azioni che vengono fatte subito dopo il trauma né condizioneranno l’evoluzione e il trattamento, quindi i genitori, i nonni, gli operatori d’infanzia devono saper limitare i danni e favorire l’intervento del personale sanitario dove c’è bisogno.

Quali sono gli argomenti che solitamente vengono trattati durante il corso?
Il corso tratta sia situazioni banali, risolvibili a domicilio (lividi, distorsioni, ferite e ustioni superficiali), sia condizioni di gravità ed emergenza in cui l’azione tempestiva può salvare una vita o la funzione di una parte del corpo (rianimazione cardiopolmonare, disostruzione via aeree, folgorazione, annegamento, ustione grave e ingestione di caustici, emorragie, amputazione, fratture, lussazioni). Vengono trattate alcune patologie tra le più comuni in Sardegna per saper intervenire anche quando davanti non si ha il proprio bambino e quindi non si è stati addestrati dal pediatra per intervenire in quella situazione specifica (allergie, shock anafilattico, asma, diabete, epilessia) e infine si trattano alcune situazioni comuni su cui sfatare falsi miti: punture d’insetto, morso di zecca, rottura o perdita di un dente definitivo.

Quali sono le categorie di persone che lo dovrebbero assolutamente fare?
Le più interessate sono sicuramente le operatrici dell’infanzia e gli insegnati delle scuole elementari, ma chiunque stia a contatto con un bambino deve sapere certe cose. Senza contare che molte informazioni sono valide anche per l’adulto.

Dopo il corso tutti possono fare le prime elementari manovre di soccorso?
Assolutamente si, alcune manovre vengono poi provate sul manichino per simulare la reale difficoltà e imparare in maniera meccanica alcuni movimenti, ricordandoli automaticamente come quando si riprende la bicicletta dopo tanto tempo.

Cosa è meglio evitare, ossia, in quali casi è bene attendere l’arrivo o rivolgersi agli specialisti del soccorso?
Bisogna ricordare che il primo comandamento del soccorso è la sicurezza della scena: se dove c’è una persona da soccorrere ci sono pericoli per il soccorritore quest’ultimo non si deve avvicinare ed attendere i soccorsi. Se un soccorritore si ferisce o peggio, non è di nessun aiuto, anzi intralcia il personale specializzato. Si potrà sempre intervenire in qualche modo, anche riconoscere una frattura e far si che il bambino stia fermo nella posizione in cui si trova fino all’arrivo dei sanitari, rassicurarlo, gestire la situazione significa intervenire e significa farlo nella maniera corretta.

Qual è la paura o la remora più comune, rispetto alle manovre di soccorso da parte dei partecipanti al corso?
La paura maggiore è sempre quella di bloccarsi nel momento del bisogno. Bisogna capire che quando qualcuno sta male il nostro cervello si blocca perché viene preso dal panico, il panico deriva dal non conoscere, dal non sapere come agire. Non a caso il nostro motto è “Conoscere per agire”. Avere memorizzato una sequenza di cose da controllare aiuta il nostro cervello a focalizzarsi su quelle e a reagire alla situazione di emergenza.

Quale invece la “paura” (se c’è) da docente durante il corso?
La paura principale è sempre quella di non essere abbastanza chiari, le cose da dire su ogni situazione sono tante è difficile concentrare le informazioni utili e interessanti per mantenere l’attenzione delle persone e dare nello stesso tempo delle nozioni pratiche che li aiuteranno a prendere le giuste decisioni. Per questo si chiede sempre se si è stati chiari o se il pubblico necessita di altre informazioni sull’argomento.

Qual è la cosa più bella che si è sentita dire al termine del corso, anche tempo dopo, dai partecipanti?
Dopo il corso alcune mamme hanno detto, a me e alla collega con cui faccio i corsi, (la Dott.ssa Perra, nda),  che avevano parlato con amici e parenti del corso, che anche loro avevano deciso di farlo e che avrebbero coinvolto tutte le scuole presenti nella loro zona, affinché le informazioni si estendessero a macchia d’olio e più persone possibili fossero in grado di agire correttamente in caso di bisogno. In effetti siamo state contattate da diversi asili e da alcuni Comuni che vorrebbero proporlo a tutte le persone che fossero interessate.

Qual è la sua sensazione alla fine di ogni corso?
In realtà alla fine di ogni corso rimane sempre un po’ di preoccupazione. Avrò usato i giusti termini o parole troppo tecniche avranno allontanato le persone dall’argomento? Avrò sottolineato abbastanza l’importanza di alcuni gesti? Ad ogni corso si cerca di migliorare grazie ai suggerimenti di chi vi partecipa ma c’è sempre la voglia di fare qualcosa di più perché l’argomento è davvero importante.

Da questa breve chiacchierata con la Dott.sa Puxeddu, abbiamo capito, se ancora ci fosse qualche dubbio, l’importanza e le finalità di un corso di questo tipo. Ringraziamo ancora una volta la Dott.ssa Puxeddu e la Dott.ssa Perra, per questa grande opportunità di informazione e formazione.

Tu hai mai partecipato ad un corso di Primo Soccorso pediatrico? Se si, ci racconti la tua esperienza?

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