bere

“Non bere troppo, altrimenti ti vengono le rane nel pancino”. Qualcuno lo diceva, specialmente fra le vecchie generazioni, ai propri bambini: bere troppo non fa bene.

Ma è davvero così? Quanto devono bere i bambini per avere un corretto apporto di acqua?

Per mettere a tacere dicerie o leggende, abbiamo consultato la dottoressa Elvira Verducci, componente del Consiglio Direttivo della SIPPS ( Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale) oltre che ricercatore universitario in Pediatria presso la Clinica Pediatrica Ospedale San Paolo (Dipartimento Scienze della Salute Università di Milano).

“Il consumo di acqua in quantità corrette è essenziale per la crescita e l’equilibrio dei bambini, fin da quando sono neonati- spiega la dottoressa Verducci- Così come il mantenimento del giusto equilibrio di liquidi è indispensabile per il corretto svolgimento di tutte le funzioni metaboliche, ormonali e non solo: l’acqua contribuisce ad assimilare i nutrienti, facilita la digestione, aiuta l’eliminazione delle scorie, regolarizza la temperatura corporea, mantiene elastiche pelle e mucose. L’acqua svolge infatti un ruolo di solvente universale, grazie al quale è possibile il trasporto di tutti i principi nutritivi ai tessuti e alle cellule”.

Ma quali sono le quantità corrette? Secondo la dottoressa Elvira Verducci e la SIPPS esistono delle indicazioni di massima alle quali attenersi. Ovvero 800 ml al giorno se il bambino ha fra i 6 e i 12 mesi, 2000-2500 ml al giorno quando i bimbi crescono, durante l’adolescenza e l’età adulta.

Considerando che, molto approssimativamente, un tradizionale bicchiere da tavola contiene circa 200 ml, stiamo parlando di 4 bicchieri nel primo caso, 10-12 nel secondo.

C’è però un monito, a proposito di bere liquidi, che viene dall’Organizzazione Mondiale della Sanità: attenti alle bevande zuccherate. L’OMS invita infatti a ridurre, sia negli adulti che nei bambini, l’assunzione giornaliera di zuccheri al di sotto del 10% dell’intake energetico totale. Addirittura secondo l’OMS una riduzione al di sotto del 5% dell’energia potrebbe determinare ulteriori effetti positivi per la salute. E quando si parla di zuccheri da ridurre, si parla di monosaccaridi (glucosio e fruttosio) e disaccaridi (saccarosio), aggiunti ad alimenti e bevande, e di zuccheri naturalmente presenti in miele, sciroppi e succhi di frutta.

“Bisogna prestare attenzione allo zucchero “nascosto”- spiega la dottoressa Verducci- Una sola lattina di soda zuccherata contiene fino a 40 grammi (circa 10 cucchiaini) di zuccheri. Peccato che le bevande zuccherate e i succhi di frutta siano molto spesso presenti nell’ alimentazione dei bambini, sia negli spuntini che come fuori-pasto, fornendo zuccheri ed energia “nascosti” senza al contempo “saziare” il bambino.  Basti pensare che un recente studio pubblicato su Pediatrics ha mostrato che la prevalenza di obesità a 6 anni, tra i bambini che assumevano bevande zuccherate durante l’infanzia, era quasi il doppio di quella di chi non le consumava (17% vs 8.6%). Ecco perché l’assunzione di bevande zuccherate durante la primissima infanzia, non così poco frequente, potrebbe quindi rappresentare un forte fattore di rischio per l’obesità in età scolare.”