rientro a scuola

Cara vecchia campanella. Per molti genitori il rientro a scuola arriva come una manna dal cielo: soprattutto per quelli che sono già tornati a lavorare e hanno difficoltà a gestire i loro piccoli, ancora a casa da asilo, elementari e da tutti gli altri impegni.

Se quindi il rientro a scuola per qualche famiglia rappresenta un miraggio, c’è comunque un aspetto importante da tenere in considerazione: occhio a garantire ai bambini il giusto tempo per abituarsi ai vecchi ritmi. Al tram tram quotidiano pre-vacanze, per intenderci.

Può sembrare un parolone privo di significato ma la sindrome da rientro esiste eccome, soprattutto per i bambini. I sintomi sono precisi e piuttosto ricorrenti: svogliatezza, stanchezza, nostalgia, irritazione, insomma una generale sensazione di malessere.

Ne abbiamo parlato con Gianni Lanari, psicoterapeuta e Presidente del Centro Italiano Sviluppo Psicologia di Roma: e dal dottor Lanari ci siamo fatti dare alcune dritte su come gestire il rientro a scuola ( nido, asilo o elementari che siano), e diciamo pure alla normalità, dei nostri bambini.

  1. Regola chiave: abituare gradualmente i piccoli al rientro. Il che significa permettere ai figli di abituarsi, senza cambiamenti bruschi o repentini, insomma senza fretta ai ritmi della vita normale. Gli adulti sentono l’esigenza immediata di tornare alla realtà di tutti i giorni, capendone il motivo, ma per i bambini questo aspetto è tutt’altro che chiaro.
  2. Anticipare di qualche giorno il rientro dalle località di villeggiatura: meglio tornare a casa qualche giorno prima della prima campanella in modo che i bimbi, anche quelli più piccoli, abbiano un pò di tempo a disposizione per ritornare alla normalità. Una sorta di transizione graduale che può aiutare i nostri figli a decelerare i ritmi, senza frenate brusche, dalle vacanze alla vita di tutti i giorni.
  3. Regolare gradualmente le ore di sonno: se durante le vacanze i bambini hanno fatto le ore piccole oppure si sono concessi qualche ora in più a letto la mattina, non si può pretendere che i ritmi tornino al volo come prima delle ferie. Ecco perché la cosa più giusta è abituarli, per gradi, al vecchio orario, almeno qualche giorno prima che risuoni la campanella. Giusto per evitare trami il primo giorno di scuola!
  4. Tornare in contatto con asilo nido, scuola materna e elementari prima della campanella: cosa significa? Semplicemente riabituare i propri figli al rientro contattando qualche giorno prima i compagni, uscendo insieme a loro, oppure semplicemente guardando le fotografie scattate durante l’anno scolastico. Un piccolo stratagemma indolore per tornare (anche psicologicamente) all’ambiente scuola senza traumi.
  5. Passiamo al piano alimentare. L’obiettivo primario è quello di prevenire il calo glicemico e la tristezza che, generalmente, accompagna la stagione autunnale. Mai far mancare frutta di stagione, magari quella più apprezzata durante le vacanze, ma anche latte e cereali e in generale cibi freschi e naturali. E non abbandonare l’abitudine ( tipicamente da vacanze) di fare una ricca colazione in famiglia: ben venga un pasto sano con biscotti, latte o yogurt, pane e marmellata, frutta o spremuta. Tutti alimenti che daranno energia ai bimbi ( e ai genitori).

 

Articolo scritto con la consulenza di Gianni Lanari, psicoterapeuta e Presidente del Centro Italiano Sviluppo Psicologia di Roma.