ecografie in gravidanza

Due, tre, quattro oppure perfino sei? 3D, 4D o 2D?

Quante e quali ecografie avete fatto in gravidanza? Se fate questa domanda a dieci mamme, probabilmente avrete almeno cinque risposte diverse.

Sì, perché, il tema delle ecografie in gravidanza è un tema piuttosto caldo su cui esistono pareri decisamente discordanti. Fra istituzioni, fra Paesi e naturalmente fra le migliaia di mamme che ogni giorno partoriscono in Italia.

Per il Ministero della Salute sarebbero tre quelle necessarie. Tanto che, in gran parte delle regioni italiane, sono proprio tre le ecografie in gravidanza “offerte” dal sistema sanitario nazionale. Tutte le altre rimangono a carico delle famiglie, con una spesa non certo indifferente che va, all’incirca, dai 120 fino ai 250 euro.

Ma quindi come fare a capire quante sono le ecografie davvero indispensabili e utili in gravidanza? Lo abbiamo chiesto ad un’ostetrica con un’esperienza decennale alle spalle, Paola Iop, che fa parte dell’associazione “ La mia ostetrica”.

La mia esperienza mi dice che, nel periodo della dolce attesa, la scelta più opportuna è quella di fare solo tre ecografie. Non tanto per una questione economica che, certo, ha una sua rilevanza. Piuttosto per una questione puramente clinica. Solo le tre ecografie svolte alla dodicesima, fra la ventesima e la ventiduesima e alla trentaduesima settimana sono effettivamente attendibili e producono risultati attendibili, poiché hanno una casistica sufficientemente ampia. Le ecografie svolte in altri periodi, eccezion fatta in caso di problemi, sono quasi del tutto inutili dal punto di vista clinico e anche dal punto di vista delle informazioni che dovrebbero aggiungere. Non a caso in altri Paesi, penso per esempio all’Olanda, le ecografie in gravidanza sono solo due.”

Quali sono quindi le tre ecografie più importanti?

  1. Ecografia in gravidanza: fra la decima e la dodicesima settimana.

Questo esame permette di controllare se la gravidanza è singola o gemellare, la regolarità del battito cardiaco fetale, l’ anatomia e le dimensioni del feto.

  1. Ecografia in gravidanza: fra la ventesima e la ventiduesima settimana

Questa è la cosiddetta morfologica, certamente la più importante, che consente di effettuare un controllo completo di tutti gli organi fetali, dalla testa ai piedi. Con questo esame si valutano la quantità di liquido amniotico, la posizione della placenta e, se i futuri genitori lo desiderano, il medico può rivelare il sesso del bambino. Non solo. Si comincia a misurare letteralmente il bebè, misurando la circonferenza della testa e il suo diametro, la circonferenza addominale, la lunghezza del femore e le dimensioni del cervelletto. Grazie al controllo del cuore e dei grossi vasi sanguigni è possibile inoltre diagnosticare eventuali malformazioni cardiache. Con la morfologica Si studia anche la colonna vertebrale per escludere la presenza di spina bifida, e si può verificare il loro normale sviluppo degli arti.

  1. Ecografia in gravidanza: attorno alla trentaduesima settimana

Con questa ecografia si verifica la crescita del piccolo e le funzioni degli organi.

Inoltre con questo esame si può vedere la posizione del bimbo, che può essere cefalica, podalica o traversa. Nel caso fosse podalica ( ovvero con i piedini in giù) si stabilisce un’ulteriore ecografia a ridosso del parto.

E le emozionanti ecografie 3Do 4D?

“Non dobbiamo trascurare anche l’importanza dell’attesa, della fantasia, dell’immaginazione che una mamma usa quando aspetta il suo bebè- spiega ancora l’ostetrica Paola Iop- Ecografie di questo tipo, oltre ad essere molto costose e inutili dal punto di vista clinico, riducono l’emozione finale. Ecco perché, dal mio punto di vista, preferisco non suggerirle”.