parto con ipnosi

Parto con ipnosi: riduce il dolore, lo stress e l’ansia; ne beneficia anche il bimbo ed è possibile autoindursi lo stato ipnotico, basta seguire un corso e fare esercizio.

 

Il parto con ipnosi (una tecnica ormai usata da qualche tempo, che sfruttando la tecnica del rilassamento rapido, attuata al momento opportuno, calma i dolori (non li elimina!), l’ansia e lo stress (paura) del travaglio e del parto. Avete presente l’ipnotizzazione eseguita centinaia di volte in TV da Giucas Casella, qualche decina di anni fa? Ecco, questa è tutta un’altra cosa! Basta spesso un gesto, magari della mano (anche la propria), per attivare questo stato particolare.

Questa ipnosi leggera, che la mamma può auto indursi, permette alla mente di “distrarsi” (dal dolore); in questo stato si rimane comunque coscienti (e ci mancherebbe, assentarsi in uno dei momenti più strabilianti e meravigliosi della Vita no eh!), attivando un profondo rilassamento. Per capire meglio: lo stato in cui ci si trova, una volta indotta questa ipnosi leggera, è del tutto simile al momento in cui ci stiamo per addormentare per il sonno (stato dormiveglia), solo che si permane in questo stato più a lungo.

L’autoinduzione dello stato ipnotico, la si può imparare con anticipo rispetto al lieto evento, con qualche seduta di corso (durante la gravidanza), con il personale specializzato e un (bel) po’ di ore di esercizio, così da riuscire a prendere dimestichezza con il gesto ipnotico. Ovviamente se per diversi motivi non ci si sente sicure, c’è sempre la possibilità di farsi ipnotizzare da un operatore (in genere un’ostetrica preparata ad hoc).

Di questo particolare metodo, ne beneficia, oltreché la mamma anche il bimbo, poiché occorre meno anestetici e meno stimolazione artificiale. Recenti studi, segnalano che i bimbi nati con questo metodo hanno un migliore indice di salute. Certo, ci sono anche delle controindicazioni: è sconsigliata a pazienti che avessero problemi psichici.

Avevi mai sentito parlare prima di parto con ipnosi? Tu lo faresti o lo hai fatto?

Le indicazioni contenute in questo articolo non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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