congestione

Mamma posso fare il bagno? Adesso posso entrare in piscina?”

Alzi la mano la mamma che, dopo pranzo, non si è mai sentita rivolgere questa domanda dai propri bambini.

Sì, perché se c’è una cosa che i piccoli non riescono proprio a sopportare quando sono in vacanza è la fase d’attesa fra i pasti e l’entrata in acqua.

Eppure quel breve periodo di pausa dai bagni è indispensabile per evitare la congestione, uno dei rischi maggiormente diffusi soprattutto nel periodo estivo.

Di cosa si tratta? Quando inizia la digestione ( solitamente mezz’oretta dopo il pasto) il cuore pompa molto sangue verso l’apparato digerente, soprattutto verso lo stomaco. Se i bambini ( che hanno uno stomaco più delicato rispetto agli adulti) si espongono al freddo in questa fase ( basti pensare allo choc termico causato dall’entrare in acque fredde al mare, in piscina o nei laghi) , l’organismo va incontro a uno squilibrio nella distribuzione del sangue: anzichè concentrarsi sull’apparato digerente, il sangue va verso le parti periferiche del corpo per riscaldarle, oltre che verso il cuore e il cervello per evitare che vadano in tilt in un momento in cui è necessario molto ossigeno. Ed ecco che la digestione si blocca e l’organismo subisce un forte choc.

I sintomi della congestione sono numerosi e non sempre facilmente individuabili. In particolare se i bambini sono in acqua, magari non sotto diretto controllo dei genitori. Fra questi ricordiamo:

  • Dolore addominale
  • Pallore
  • Nausea
  • Vomito
  • Capogiri
  • Sudorazione fredda
  • Brividi
  • Svenimenti

Occorre, dunque, giocare in anticipo per prevenire il pericolo congestione. Come? Con due mosse:

1)      Alimentazione mirata: al palo bibite ghiacciate o acqua troppo fredda, ben vengano liquidi a temperatura ambiente o leggermente freschi. Via anche i cibi molto grassi ed elaborati, meglio spuntini a base di frutta e verdura, panini leggeri o pasta con condimenti freschi.

2)      Tempo al tempo: i bambini si mettano il cuore in pace. Dopo i pasti, c’è da attendere. Quanto? Lo spiega Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e malattie infettive all’ospedale Bambino Gesù di Roma, intervistato solo qualche giorno fa da diversi quotidiani italiani: “Prima di entrare in mare bisogna attendere fra le due e le tre ore dopo i pasti”. Naturalmente, tutto dipende da quello che si è mangiato: se il pasto è stato davvero molto molto leggero, i tempi di attesa si possono accorciare.