vitamina d

Un bambino su due non ha abbastanza vitamina D.

Ne sono convinti i pediatri di casa nostra che nelle ultime settimane si sono riuniti per dare vita ad un vero e proprio manifesto per sostenere l’importanza di questa vitamina nei bambini.

Quali sono i benefici più importanti di questa sostanza?

Ce li spiega Giuseppe Saggese, Presidente della Conferenza permanente dei direttori delle scuole di specializzazione in Pediatria: “Sino ad ora sapevamo che la vitamina D previene malattie dell’apparato osseo, come il rachitismo e l’osteoporosi, perché favorisce nell’organismo i processi di assorbimento del calcio, elemento costitutivo dell’apparato scheletrico. Nuove evidenze scientifiche suggeriscono che la vitamina D ha un ruolo positivo anche in alcune patologie autoimmuni, come il diabete mellito 1 e l’artrite idiopatica giovanile, ma anche nell’asma, nel broncospasmo e nelle infezioni respiratorie ricorrenti”. Riassumendo dunque, una giusta quantità di vitamina D previene le seguenti malattie nei bambini:

  • Rachitismo
  • Osteoporosi
  • Patologie autoimmuni
  • Asma
  • Broncospasmo
  • Infezioni respiratorie

Come fare per garantire la corretta quantità di vitamina D ai nostri figli?

Nel primo anno di vita i pediatri raccomandano la profilassi con vitamina D per tutti i neonati, indipendentemente dall’allattamento. Infatti né il latte materno, né quello in formula (anche se addizionato) riescono a soddisfare il fabbisogno giornaliero di vitamina D. Per raggiungerlo si dovrebbe consumare un litro di latte in formula al giorno, quantità alla quale il bambino arriva solo quando è prossimo allo svezzamento.

I pediatri raccomandano la profilassi anche a tutte le donne in gravidanza o che allattano.

Dal primo al 18esimo anno invece la profilassi giornalieraè raccomandata solo nei soggetti a rischio.

Quali sono le categorie di bambini a rischio?

Gli esperti hanno individuato sei “categorie” di bambini in cui la vitamina D potrebbe essere carente.

  • I bambini che hanno scarsa esposizione solare,principale fonte di approvvigionamento della vitamina D. Il nostro organismo infatti la produce attraverso la sintesi cutanea indotta dall’esposizione ai raggi solari.
  • I bambini che sono stati allattati esclusivamente e in maniera prolungata al seno, senza supplementazione di vitamina D: il latte materno, pur essendo l’alimento ideale per il neonato, non contiene quantità sufficienti di questa vitamina.
  • I bambini obesi, perché il tessuto adiposo sequestra la vitamina D.
  • I bambini con la pelle scura, perché questa non permette ai raggi solari di filtrare
  • I bambini che seguono regimi alimentari speciali come la dieta vegana
  • I bambini con insufficienza renale o epatite cronica

 

Articolo scritto in collaborazione con la SIP ( Società Italiana di Pediatria) e SIPPS ( Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale).

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